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NXT Takeover: Wargames – Report

Sono passati un po’ di mesi dall’ultimo evento di NXT in cui Drew McEntyre ne uscì con la cintura ai danni di Bobby Roode e fu attaccato dal “debuttante” Adam Cole. Nel mentre alcuni sono stati promossi nel main roster (Asuka, Bobby Roode) altri hanno continuato a costruire le proprie rivalità e a scalare l’interesse del pubblico.

Adam Cole, Kyle O’Reilly e Bobby Fish hanno fondato la stable Undisputed Era e oltre a seminare panico qua e là si sono concentrati sui campioni di coppia Sanity e sui massicci Authors Of Pain oltre che su Roderick Strong, sempre perso nella gimmick del bravo ragazzo che non vince mai.

In mezzo a tutto questo delirio William Regal ha decretato che tutti questi personaggi si affrontassero nella vecchia stipulazione War Games. Noi italiani abbiamo avuto poche possibilità di vedere dei match con questa particolare costruzione: l’idea di Dusty Rhodes (oggi ricordato con la presenza del figlio Dustin/Goldust) naque ai tempi della faida contro i Four Horsemen nella NWA. La prima edizione vedeva i Road Warriors (conosciuti in italia come Legion Of Doom), Nikita Koloff, Dusty Rhodes e Paul Ellering contro appunto i The Four Horsemen (Ric Flair, Arn Anderson, Lex Luger, Tully Blanchard e James J. Dillon). Era il 1987 e il PPV era The Great American Bash. Le regole vedono due o più squadre affrontarsi in un doppio ring chiuso dalla gabbia in un match senza squalifiche con i membri che entrano poco per volta. Generalmente ne vengono fuori incontri sanguinolenti e piuttosto confusionari.

Il format è stato utilizzato varie volte nel corso degli anni dalla NWA e successivamente dalla WCW fino, ovviamente, alla chiusura della federazione.

Ma partiamo dall’inizio: Takeover inizia con un match fra il monster heel Lars Sullivan e Kassius Ohno (noto nelle indie come Chris Hero). Lars non ha esperienze precedenti a NXT ma è un ottimo interprete del classico uomo gigante che intimorisce gli avversari con la stazza. Kassius, invece, da un po’ non è al massimo della forma e stenta a riprendersi uno status decente: peccato perchè il wrestler è molto valido e in passato è stato capace di grandi cose. In questo match di apertura si limita a jobbare a Lars regalandogli il primo scalino verso la fama da cattivone pazzo.

Il match più bello della serata arriva quasi subito. Aleister Black (ex Tommy End) contro Velveteen Dream (aka Patrick Clark di Tough Enough) è uno spettacolo! Due atleti molto diversi hanno spiegato a tutti il concetto di storytelling all’interno del match. Divertente, emozionante e recitato benissimo: i due atleti hanno vissuto e interpretato la loro gimmick con grande convinzione al servizio di un match da non perdere! Vince Aleister finendo la faida con un “Enjoy infamy… Velveteen Dream” ma vanno ricordati anche i pantaloni di Velveteen degno del miglior Rick Rude e il momento in cui rimane bloccato nelle corde che non si vedeva da almeno 20 anni!

Oltre al WarGames e al titolo mondiale maschile in questo evento c’è da decretare la campionessa femminile dopo che Asuka ha lasciato il titolo vacante e, soprattutto, dopo il torneo Mae Young Classic. In questa occasione sono ben quattro le pretendenti e tutte meritevoli del titolo: la vincitrice del torneo Kairi Sane (Giapponese), Amber Moon, Peyton Royce (Australiana) e Nikki Cross (Scozzese). Tutte e quattro con una solida esperienza in altre federazioni e tutte e quattro con alle spalle un gran lavoro in NXT. Peyton Royce ha dominato gli schermi con la sua “amica” Billy Kay: settimana dopo settimana sono passate da jobber a moleste pretendenti al titolo migliorando di continuo la gimmick via via sempre più divertente. E anche sul ring non abbiamo la solita belloccia che fa due mosse e tira graffi. Amber Moon (in passato chiamata Athena) ha perso un paio di volte l’occasione per il titolo contro l’imbattibile Asuka ed è rimasta ferma per qualche mese perdendo la possibilità di rimanere ai vertici: è in cerca di riscossa. Nikki Cross (ex Nikki Storm), con o senza Sanity, ha dato anche più di quello che doveva: eccellenti i suoi match, pericolose le sue manovre, ottimo il personaggio pazzo. Se all’inizio non era credibile più di tanto ora è impossibile immaginarsela in un contesto diverso. Kairi Sane, invece, è la grande promessa per il futuro.

Il match è uno spettacolare balletto coreografato al secondo e conferma come NXT sia il luogo migliore per vedere dei match femminili. La preparatrice Sara Del Rey è bravissima a sfruttare le skill delle lottatrici e ha saputo organizzare un match a quattro con ritmi vertiginosi. Un po’ a sorpresa è Peyton Royce a portare la maggior parte del match che sarà vinto però da Amber Moon schienando Nikki Cross. A vincere è la qualità del roster femminile: contando che sono fuori dal radar ottime lottatrici come Sarah Logan (Crazy Mary Dobson) e Ruby Riot (Heidi Lovelace) in futuro ci sarà da divertirsi! Non prevedo per questo un lungo regno per Amber, premiata più per l’anzianità e per mantenere lo status di Asuka: la nuova campionessa ha battuto infatti tre lottatrici ma non la Giapponese ora a Raw!

L’inserimento della manager/fidanzata Zelina Vega affianco a Andrade “Cien” Almas ha trasformato il personaggio in modo positivo ma mai avrei pensato che nel giro di pochi mesi il messicano potesse ambire al titolo. Figuriamoci vincerlo! E invece il regno di Drew McIntyre è durato giusto il tempo di una stagione, ma è auspicabile un ritorno nel main roster per lo scozzese. Super fisicato, ottimo carisma, discreto lottato e grande esperienza: non ha certo bisogno di stare tra i pivelli! Andrade dopo un inizio di match in cui Drew sembrava insormontabile ha saputo scalfire pian pianino le nostre certezze guadagnandosi la sorprendente vittoria! Ovviamente merito di Zelina insopportabile in ogni frame in cui appare: degna di entrare nella storia fra le manageresse moleste alla Sensational Sherri. Curioso che nella vita reale sia la fidanzata di Austin Aries, che si è licenziato da qualche mese dalla WWE.

E ora il main event: due stable (Sanity e Undisputed Era) e una temibile coppia (Authors Of Pain) in compagnia di Roderick Strong. Ad accompagnare questi ultimi il leggendario manager Paul Ellering che partecipò al primo War Game nel 1987, e che ha vestito il suo team in tema da guerra. Ad iniziare le danze i tre capo squadra: Adam Cole, Roderick Strong e Eric Young. Ovviamente il meglio arriva quando tutte e tre le squadre sono al gran completo nei due ring, soprattutto dopo che i Sanity hanno portato un po’ di sana ignoranza con sedie, bastoni, tavoli e altri oggetti da rissa. Il match è stato ricco sia di momenti spassosi che di spot tecnici senza trascurare un po’ di sangue. A vincere è stata il tifatissimo Adam Cole che con il suo aspetto alla Shawn Michaels è già nel cuore degli appassionati. Senza trascurare ovviamente il suo passato nel Bullet Club. Un match consigliatissimo per tutti gli amanti del wrestling old school! Ma non solo!

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Anche questa volta Takeover non delude, al contrario dei troppi PPV della WWE in cui troppo spesso si salvano un match o due. Aiuta sicuramente una semplicità di trama che viene in favore del lottato ma anche un roster che è praticamente perfetto. Ormai il fan di NXT si dispiace quando qualcuno viene “promosso” a Raw o Smackdown.

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