Summerslam 2017 – Report

Facciamo subito i wrestler-snob: Takeover Brooklyn batte SummerSlam 2017 di parecchie misure. Su dieci solo tre match, forse quattro sono stati abbastanza interessanti ma la mancanza di sviluppi, sorprese, entrate sceniche, vestiti ad hoc, ospiti e qualsiasi cosa che distingua l’evento da un house show qualunque ha pesato parecchio. Tutto, ma proprio tutto, era concentrato sul Fatal 4 Way Match fra Brock Lesnar, Samoa Joe, Roman Reigns e Braun Strowman. E gli altri 9 (+3 del kick off) match? Vediamoli in dettaglio.

Partiamo dal Kick Off, ovvero quei match che vengono trasmessi “in chiaro” e sono alternati fra i promo e le interviste prima dell’inizio dell’evento vero e proprio. Il campione intercontinentale The Miz con il suo Miztourage (ovvero i figli d’arte Bo Dallas e Curtis Axel, rispettivamente figlio di IRS e di Mr Perfect) contro gli Hardy Boyz e il “figlio di Kurt Angle” Jason Jordan. Non molto chiaro il senso, a parte quello di parcheggiare gli Hardy Boyz in attesa della gimmick “Broken” (se mai la battaglia di diritti con la TNA finirà) e di tenere basso il profilo di Jason Jordan dopo il flop della paternità di Kurt Angle. Gli Hardyz che fanno il compitino ricordano gli ultimi Dudley Boys e ci auguriamo di vedere qualcosa di più da loro. Match vinto da The Miz ma poteva vincere chiunque senza problemi.

Il Cruiserweight Championship viene disputato davanti a poche persone, giusto per non ammutolire l’arena come al solito. In questa occasione il campione Akira Tozawa viene sconfitto da Neville ma ogni volta che vedo questi match “leggeri” non ne riesco a vedere il senso: soliti salti, pochi affondi, ritmi lenti. Neville sarà anche il migliore ma non vedo intorno a lui grandi talenti. Non mi stancherò mai di ripeterlo: Chris Benoit, Dean Malenko, Chris Jericho, Eddie Guerrero, Rey Misterio erano un’altro pianeta.

Sempre nel Kick Off gli Usos sfidano i campioni di coppia The New Day. Match godibile, con i consueti scambi a cui siamo abituati a Smackdown e primo cambio di cintura. Ma il fatto che non ci sia niente di meglio degli Usos fa un po’ pensare.

Lo spettacolo vero e proprio inizia con John Cena contro Baron Corbin che dopo aver giocato maldestramente l’opportunità del Money In The Bank nell’ultima puntata di Smackdown è passato da temibile ed imprevedibile Lupo Solitario a zimbello. Purtroppo la sconfitta di Corbin (in un match poi neanche così brutto con un John Cena parecchio gigione) sembra avvalorare la tesi dell’affossamento del Lone Wolf evidentemente frutto di scelte di booking un po’ avventate. Non era un campione a NXT e in WWE difficilmente vedrà una cintura. A meno di cambi di rotta, ma non nell’immediato.

Il primo match femminile vede protagoniste Natalya, che tributa il papà Jim The Anvil Neidhart con un giubbetto degno della Hart Foundation, contro Naomi. Passato il periodo del lancio del telefilm di Netflix “Glow” l’ex cheerleader “illuminata” perde finalmente il titolo dopo un match portato avanti da Natalya. Naomi non è brava, ha un paio di mosse ridicole (la sequenza di calci che fa ridere persino su un bimbo di 8 anni), è parecchio grossolana nell’esecuzione e la gimmick fa molto 1991. E’ incredibile come appena Charlotte Flair viene messa da parte la divisione femminile torni indietro di 10 anni e per fortuna Carmella non si è fatta avanti per provare ad incassare il titolo con la valigetta del Money In The Bank. In ogni caso Natalya se lo merita tutto il titolo, soprattutto dopo anni di job e umiliazioni. Anzi, essendo oggettivamente la più preparata, ne merita molti di più. E poi vedere uno Sharpshooter è sempre un piacere.

Di seguito due match uno più imbarazzante dell’altro, almeno avessero messo un avviso uno avrebbe messo i popcorn sul fuoco o avrebbe preparato gli hotdog. Big Cass contro Big Show con Enzo Amore sospeso in una gabbia per squali è brutto solo a scriverlo figuriamoci a vederlo. Dico solo che Enzo Amore dopo aver blaterato tutto il tempo del match (ben 10 minuti di sfottò a caso) si mette in mutande, si cosparge di vaselina riuscendo ad uscire dalla gabbia per prendersi un calcione sulla faccia appena toccato il ring. Fine. Il secondo imbarazzo vede Rusev (ormai prossimo al rilascio) prendersi un RKO da Randy Orton e finire il match in 10 secondi 10. Almeno è stato breve. A suo modo anche questo è il bello e il brutto del wrestling!

Da questo momento in poi le cose miglioreranno: Sasha Banks ha sconfitto Alexa Bliss e si è ripresa il titolo. Alexa non è una vera e propria wrestler ed è decisamente limitata sia fisicamente che come mosse. E’ avvantaggiata dalla personalità e dall’aspetto e prevedo che si riprenderà il titolo molto presto contando che l’inutile Bailey è attualmente fuori uso. L’ingresso di Sasha con quel pavone di cartone sulle spalle però è stato imbarazzante.

Al sesto match (più i tre del kick off) SummerSlam prende finalmente corpo. Finn Balor in modalità Demon King ha convinto, sconfiggendo un Bray Wyatt incapace di abbattere l’irlandese. La gimmick di Balor è una delle più azzeccate fra quelle paranormali: il tranquillo, educato e un po’ ganassa Finn nei PPV si trasforma in demone imbattibile. Finn è credibile in entrambi i ruoli e speriamo che riesca in qualche modo a mettersi di nuovo una cintura da campione in vita. Bray invece è l’equivalente di Skinner negli anni 90: temuto, schifoso e reietto ma non vince mai.

La semi reunion dello Shield è uno degli eventi mediatici di questa SummerSlam. Avendo capito che non si può puntare al titolo massimo e che la solita trama ormai ha dato tutto la WWE ha deciso di fare come con Cesaro e Shemus e trasformare Dean Ambrose e Seth Rollins in tag team. La cosa geniale è che hanno usato proprio l’irlandese e lo svizzero per spingere la reunion. Mentre Shemus e Cesaro hanno dovuto carburare un po’ per trovare la quadra il prodotto Shield è già bello che pronto per essere sfruttato e mangiato e infatti la WWE gli regala il titolo di coppia alla prima occasione. Personalmente trovo Shemus e Cesaro molto più tifabili: sono talmente sbagliati (gonnellini mimetici, occhiali da sole, posa alla Dragonball) che fanno morire dal ridere e come wrestler sono completi tanto quanto i due Shield. Tutti e quattro hanno una solida reputazione indie e ormai sono i volti della WWE da parecchi anni e non mi stupirebbe vederli combattere uno contro l’altro per ancora molto tempo. Il secondo match più bello della serata assolutamente da guardare. Anche solo per vedere Cesaro che salta tra il pubblico per sequestrare (ed esplodere) un pallone con cui si stavano intrattenendo alcuni irrispettosi fan.

 

Il match più bello della serata è però quello fra i due migliori wrestler attualmente in attività: Aj Styles e Kevin Owens. Ad arbitrare l’incontro troviamo Shane McMahon che ha avuto in passato screzi con entrambi. Questa trovata rende la disputa per la cintura USA un perfetto esempio di wrestling divertente senza cadere nel grottesco, spettacolare senza cadere nell’improbabile. I due non avranno il fisico da gladiatore nè la faccia da modello ma sono un autentico spettacolo da vedere. Meriterebbero entrambi la cintura ma alla fine è Aj Styles a tenersela.

 

I nerd fan avrebbero invece scommesso un braccio sulla vittoria di Shinsuke Nakamura contro Jinder Mahal. Addirittura mentre vedevo il match fantasticavo in una sfida a doppia cintura contro Aj Styles. E invece siamo in WWE e vince sempre il più grosso. Nakamura ha fatto il possibile per lottare contro un bacco di legno come Jinder e ha perso nell’unico modo possibile: dopo una banale distrazione. Ci abbiamo sperato ed è anche questo il bello del wrestling: sognare l’impossibile!

Quando invece c’è di mezzo Brock Lesnar l’impossibile è che qualcuno gli tolga la cintura. Nel main event ci provano in tre: Samoa Joe, Braun Strowman e Roman Reigns. Il risultato è stato spoilerato da Paul Heyman dicendo che se il suo assistito perdeva se ne sarebbero andati dalla WWE (cosa moooooolto improbabile). Come è stato il match? Prendete quattro colossi e fateli menare con tutto quello che trovano: 20 minuti di carneficina da gladiatori in cui non è sempre stato scontato l’esito finale. Un piccolo capolavoro di wrestling. Braun protagonista indiscusso non solo di questo match ma di tutta l’annata, capace di usare con fantasia ogni oggetto pur di distruggere l’avversario!!

 

In conclusione è stato come vedere un festival musicale con tante band ma di cui ci importa solo l’headliner e un paio di band prima. Però in cui l’headliner ha contribuito al 90% dello spettacolo, quindi non ci si può lamentare troppo. Il prossimo appuntamento è fra una settimana con il torneo femminile Mae Young Classic!!

 

 

 

 

 

 

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