NXT Takeover Brooklyn 3 Report

 

Dai tempi della golden era di Hulk Hogan e Andrè the Giant il wrestling si è evoluto moltissimo. L’avvento delle indie e la loro visibilità sul web ha cambiato le carte in tavola: molti bambini ora cresciuti non si accontentano più del baby face iper pompato e iper amato che combatte contro il super cattivo (magari Russo, Iraniano. Attualmente in WWE il super cattivo è indiano, probabilmente domani sarà un nord coreano o un cinese) ma cercano un coinvolgimento “personale” con i lottatori e grazie alle piccole federazioni si può seguire il wrestling come sport e non solo come entertainment. Il problema è ovviamente quello della reperibilità. Per noi italiani o seguiamo le varie federazioni locali (spesso, ma non tutte, al limite dell’imbarazzo) o ci attacchiamo a youtube in cerca di match o guardiamo dallo spioncino di Forum, Gruppi e Discussioni.

Devo ammettere che passo spesso serate a guardare incontri con ring montati in bar di periferia americana, in palestre o piccoli palazzetti con poche decine di spettatori. E penso di non essere il solo considerando l’attuale roster di NXT. Si perchè se in principio la sigla era un modo diverso di dire “territorio di sviluppo della WWE”, ovvero palestra per future star, ora i lottatori sono pescati dopo una bella dose di scouting dalle federazioni indipendenti. Quello che per un appassionato di wrestling “WWE” può sembrare come un limite in realtà per chi ama vedere un bel lottato, dei bei personaggi non stereotipati, trame ridotte al minimo è il luogo ideale. Da qui provengono la maggior parte delle attuali star WWE ma molte di loro già super star nelle “piccole” federazioni come TNA, Ring Of Honor, New Japan, ICW, Progress. Che per gli appassionati, soprattutto americani, inglesi e giapponesi, non sono piccole, ma solide realtà ormai decennali.

Questa lunga premessa per spiegarvi come per me gli eventi “Takeover” di NXT (l’equivalente di un PPV ma essendo esclusiva su WWE Network non appartengono alla categoria in quanto “compresi nel prezzo”) sono il Wrestlemania delle indie.

L’evento parte con un live set dei Code Orange che torneranno poi a supportare l’ingresso di Aleister Black e con un match di altissimo livello: Johnny Gargano (che dal 2006 ha combattuto in Chikara, Dragon Gate, PWG) contro Andrade “Cien” Almas (già La Sombra in Consejo Mundial de Lucha Libre e New Japan Pro Wrestling). Ad accompagnare quest’ultimo troviamo la moglie Zelina Vega (Rosita in TNA) che ha finalmente dato quello spessore che mancava al personaggio. Se infatti la gimmick di Johnny Gargano è ben definita ed è quella del bravo ragazzo iper tecnico e devoto al Wrestling (un underdog alla Sami Zayn) quella di Cien è ancora da sviluppare. Dagli esordi “buoni” a oggi il messicano non brillava nè nei promo, nè per qualità carismatiche e soprattutto gli mancava quel qualcosa per chiudere i match da vincente. Ma, come per magia, con affianco la bella Zelina la quadratura del cerchio sembra che sia stata trovata e vedremo cosa ci attenderà il futuro da questa versione messicana di Miz & Maryse/Rusev & Lana. Il match probabilmente è quello più bello della serata: i due wrestler sono degli autentici fuori classe e hanno scaldato l’atmosfera di Brooklyn in pochi minuti. A vincere è naturalmente Cien, grazie alla distrazione della moglie Vega ai danni di Johnny, che rimane stordito dal lancio della maglia dei DIY, precedente team di Gargano con il “traditore” Tommaso Ciampa.

Per tutta la serata il main roster di WWE sarà presente nell’arena per testimoniare la provenienza e tributare le origini ma, soprattutto, per promuovere SummerSlam. In un breve siparietto si vedono Kurt Angle e Daniel Bryan (General Manager rispettivamente di Raw e di Smackdown) chiacchierare con ipotetici futuri promossi come Roderick Strong (10 anni in Ring Of Honor e successivamente TNA e PWG), No Way Josè (breve carriera in CWF Mid-Atlantic Television Championship), Peyton Royce (nota come Kc Cassidy nell’australiana Pro Wrestling Alliance) e Billie Kay (Jessie McKay anche lei nella Pro Wrestling Alliance e in Shimmer, CZW, Ring Of Honor e Chikara).

E’ quindi il turno del match per il titolo di coppia. Da un lato due bestie assassine come gli Authors Of Pain che il leggendario manager Paul Ellering (quello dei Legion Of Doom per intenderci) sta trasformando pian piano in un ottimo tag team dopo i dubbi esordi, dall’altro i Sanity, una stable formata dal tedesco Alexander Wolfe (si è girato tutte le federazioni europee come Axel Tischer), l’irlandese Killian Dain (conosciuto come Big Damo e ha combattuto praticamente ovunque: ICW, Progress, Evolve, Revolution Pro Wrestling, GFW e TNA), il canadese Eric Young (oltre ad averlo visto in TV a caccia di pesci giganteschi nel programma “Off the Hook: Extreme Catches” ha militato per 10 anni in TNA) e la scozzese Nikki Cross (Nikki Storm in tutti i circuiti europei e non come ICW, Pro Wrestling EVE, Shimmer, GFW, AIW). Il match si scatena subito in una mega rissa che lascerà il ring nel caos ma, pur trattando di bestioni esagerati, si è vista parecchia azione lasciando l’esito del match in sospeso fino all’ultimo. Grande presenza di Nikki che non si limita a brevi intermezzi di distrazione ma partecipa all’azione anche in modalità piuttosto estreme. Senza di lei Sanity sarebbero molto meno interessanti. Dopo la vittoria della stable salgono sul palco a sorpresa i reDRagon ovvero Kyle O’Reilly e Bobby Fish attaccando i Sanity e mettendosi in lizza come pretendenti numero 1 per il titolo di coppia. reDRagon sono 3 volte tag team champions di Ring Of Honor e neo acquisto di NXT.

 

Un bel match “heavy” è stato quello tra l’olandese Aleister Black (già Tommy End) e il giapponese Hideo Itami (proveniente dalla Pro Wrestling NOAH). Due tipologie di personaggi molto diversi (l’olandese è un black metallaro esoterico, Hideo è il classico lottatore giapponese) ma entrambi caratterizzanti da uno stile molto duro proveniente dalle arti marziali. Le similitudini si vedono fin dal principio con una serie di colpi in contemporanea ma alla fine ad avere la meglio sarà Aleister in virtù di una gimmick che ha molto potenziale, soprattutto dal punto di vista del merchandise.

 

Il match che attendevo con più trepidazione era quello del titolo femminile fra la campionessa Asuka (ex Kana e vista in Shimmer e altre federazioni minori) imbattuta da quando è apparsa a NXT e Amber Moon (ex Athena in Shimmer, WSU e anche lei in tante altre federazioni). In precedenza le due si erano già affrontate sia a NXT che a Shimmer ed onestamente trovavo piuttosto inverosimile la vittoria di Amber Moon, sia per mantenere lo status da record di Asuka (ha battuto la streak di Goldberg e il record di mantenimento del titolo femminile appartenente a Rockin Robin alla fine degli anni 80) sia per la costruzione futura del titolo femminile che avrà carne fresca dopo il torneo Mae Young Classic di fine Agosto. E infatti, pur avendo dato tutto, Amber se ne esce dal match sconfitta anche se applaudita dal pubblico di Brooklyn. Un match che ha visto Asuka giocare in difesa e Amber Moon giocarsi tutte le carte invano. Se devo pronosticare una futura campionessa voto Nikki Cross anche se indubbiamente con l’arrivo delle nuove leve se ne vedranno delle belle: la divisione femminile è in crescita costante e sono ormai lontani i tempi delle playmate che non sanno cosa sia un suplex .

 

Il main event vede il campione Bobby Roode sfidato da Drew McIntyre. Drew è un wrestler scozzese che qualche anno fa militò senza troppo successo in WWE, si è formato nella British Championship Wrestling e ha combattuto un paio di anni in TNA e in ICW con il nome Drew Galloway. Bobby Roode è un wrestler di grande esperienza che usa la gimmick del classico heel strafottente e un po’ codardo alla Ric Flair o alla Rick Rude ed è stato uno dei volti simbolo della TNA. In NXT grazie alla azzeccatissima theme song Glorious è osannato pur essendo un “cattivo”, ma proprio per l’attitudine un po’ retro è amato dalla folla nerd di NXT. Purtroppo il suo regno giunge al termine dopo questo match (non il migliore della serata ma con buone idee da entrambe le parti) e probabilmente lo vedremo a breve nel main roster. Durante i festeggiamenti di McIntyre intervengono di nuovo i reDRagon ma questa volta in compagnia di Adam Cole neo acquisto proveniente da Ring of Honor e appartenente alla stable Bullet Club che negli anni ha visto tra le sue fila Finn Balor, Greg Anderson, Luke Gallows, Aj Styles e attualmente la coppia Young Bucks, Tama Tonga, Cody Rhodes e il chiacchieratissimo Kenny Omega considerato il miglior wrestler ora in attività.


 

NXT è disponibile esclusivamente abbonandosi a WWE Network e proprio per questo è un po’ la versione “nerd” del wrestling, cosa che mi piace molto. I match vengono vinti con un senso (infatti è raro sbagliare pronostico) ma la bellezza è nei match capaci di raccontare delle belle storie senza le classiche trovate circensi dei programmi major come Raw e Smackdown e soprattutto senza le ridicole gimmick che adorano i bimbi ma fanno arrabbiare i più grandi. Se cercate bel lottato procuratevi un qualsiasi evento Takeover e non ve ne pentirete.

 

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